Sab. Set 25th, 2021

LE BUONE MANIERE SI PERDONO ROTOLANDO

Impazza il Roller Derby, la star dei pattini Romina Bosica ci spiega cos’è

 A cura di Paride Travaglini

 Uno sport “femminile” che supera gli stereotipi estetici e formali della donna.

RominaRollerderby1Armonia e delicatezza lasciano il posto a top aderenti, hot pants, minigonne, tatuaggi, trucco e acconciaturefuori dal comune in abbinamento a casco, protezioni, paradenti e pattini a rotelle rigorosamente “vintage”. Sono ammessi spintoni e le cadute sono all’ordine del giorno.

Anche in Italia esplode la mania del Roller Derby, disciplina nata in America più di 80 anni fa  e che si sta conquistando sempre più persone.

La martinsicurese  Romina Bosica, campionessa di pattinaggio-corsa emigrata in America diversi anni fa, lo ha conosciuto e sperimentato in anteprima  e dopo aver partecipato alla Coppa del Mondo nel 2011 attualmente è il coach di una squadra che conta 55 atleti

Quali sono le particolarità di questa disciplina e come si svolge un incontro?

“Il Roller Derby si gioca su pattini tradizionali e su una pista circolare di circa 60 m.Questo sport apparentemente violento in realtà è regolamentato. Ci sono due squadre di cinque giocatrici l’una : quattro blockers e una jammer che cercherà di fare più giri possibile intorno alla pista superando il gruppo. Impresa non facile visto che le avversarie fanno di tutto per bloccarla. Il gioco dura un’ora e mezza circa a seconda delle penalità e i time out. Ogni pattinatore ha un nome d’arte. Il mio e’ Stella Italiana”.

Come hai scoperto il Roller Derby? Quali le tue esperienze più significative?

“Io e mio marito gestiamo un palazzetto di pattinaggio a Des Moines Iowa negli Stati Uniti e quando una squadra di Roller Derby ha iniziato ad allenarsi lì, mi sono incuriosita ed ho iniziato a giocare.

Le cose si sono evolute molto velocemente e nel 2011 sono stata ingaggiata da una squadra di Washington, tra le più forti squadre negli Usa. Ho viaggiato molto quell’anno e siamo arrivate 2° al campionato nazionale. Un’emozione incredibile. Quell’anno mi sono anche qualificata per la  prima coppa del mondo in Canada con la nazionale ed ho anche formato la squadra Junior, dai 10 ai 17 anni, le Des Moines Derby Brats che attualmente sono 2° nella classifica nazionale. In squadra ho 55 atleti tra maschi e femmine”.

Uno sport solo per donne?

“Ultimamente si sta sviluppando anche tra gli uomini anche se non velocemente come le squadre delle donne. Mio marito, Dante Muse, attualmente fa parte della squadra Usa che ha partecipato alla coppa del mondo in Inghilterra, a metà marzo. A dicembre ci sarà la Coppa del mondo femminile a Dallas”.

Uno sport in espansione…

“Attualmente è lo sport più in crescita nel mondo.

Il Roller Derby si sta evolvendo in Europa e anche in Italia, anche se ad un passo un pochino più lento delle altre nazioni. Ci sono circa 20 squadre in Italia tra cui una a Pescara, le Badas Sirens. Stanno facendo il possibile per far conoscere questo sport  anche in Abruzzo, una regione che ha dato tanto al pattinaggio corsa ed artistico italiano”.

 Per giocare occorrono particolari doti e che età si inizia?

“Il bello del Roller Derby e’ che e’ frequentato da chiunque. Non importa né l’età, né la struttura fisica, né se hai mai pattinato in vita tua.

Non solo chi gioca si diverte, ma si formano anche le squadre di tifosi tipo il calcio in Italia. che arrivano fino a 10.000 nelle gare nazionali.Sugli spalti vedi poi genitori e nonni che non si perdono una partita. L’ età minima diciamo  è 10 anni. Si può iniziare anche prima, ma non c’è contatto fisico”.

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