Dom. Set 19th, 2021

Raccolta differenziata

A Cura di Angelo Bruni – CEA Scuola Blu

Quante volte, all’ atto di gettare un rifiuto, ci siamo chiesti “Ma questo dove lo devo mettere”? Basta guardarci intorno per realizzare che siamo circondati da un numero impressionante di confezioni, incarti, scatolette e scatoloni. Nonostante appaiano simili, molti di questi oggetti non possono essere tutti riciclati, a tal punto che effettuare una corretta raccolta differenziata può diventare un vero e proprio tiro a segno, con la speranza di fare centro nel cassonetto giusto.

Il consiglio da seguire, oltre a documentarsi personalmente su internet, è quello di consultare gli opuscoli e i calendari che i comuni mettono a disposizione dell’utenza come promemoria di quale tipologia di rifiuto verrà ritirata di giorno in giorno. In questi calendari sono compilate alcune liste di oggetti, in modo da verificare l’esatta destinazione del rifiuto di cui vogliamo sbarazzarci. Ma attenzione!

La raccolta differenziata è una “scienza” in continuo progresso e mutamento: se controllassimo i calendari di qualche anno fa, potremmo verificare che oggi alcuni oggetti hanno ottenuto una sorta di promozione, passando da non riciclabili a riciclabili; si vedano ad esempio le confezioni in Tetrapack, da tempo conferibili insieme alla carta. Ci sono però oggetti la cui “promozione alla riciclabilità” è così recente da farli figurare ancora come indifferenziabili negli attuali calendari. Ed è quindi possibile che molti di voi non ne siano ancora al corrente. Dal 1° maggio 2012 è infatti possibile conferire nei sacchi e nei cassonetti della plastica anche i piatti e i bicchieri monouso (quindi non quelli durevoli).

Ricordiamo che la normativa italiana prevede l’obbligo di riciclaggio per i soli imballaggi (intesi come prodotti destinati a contenere specifiche merci) per i quali i produttori e gli utilizzatori sono chiamati a pagare il contributo ambientale Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) che, tra l’altro, serve a sostenere le pratiche di riciclaggio. Per piatti e bicchieri di plastica il contributo non era precedentemente richiesto in quanto non ancora considerati imballaggi. Questo, appunto, fino a Maggio 2012, grazie ad una nuova intesa tra Corepla, Anci e Conai. E’ importante però che i piatti e i bicchieri, come del resto qualsiasi altro rifiuto che gettiamo, siano prima svuotati da ogni residuo: la presenza di avanzi organici, infatti, costituirebbe un serio problema per l’avvio al riciclo, ma anche per l’effettuazione delle operazioni preliminari di selezione.

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