KILL BIG-RUBRICA CINEMA-GENNAIO 2013
A cura di Davide Di Giuseppe
Cose viste fuori orario
A circa 12 anni iniziai a dedicarmi allo zapping notturno. Avevo però paura di sintonizzarmi su Rai3. La maggior parte delle volte, infatti, c’era un uomo con occhiali rossi e capelli arruffati intento a parlare di argomenti che non capivo. La cosa che mi spaventava, ancor più delle sue bizzarre fattezze, era il fatto che l’audio delle sue parole fosse completamente slegato dai movimenti della sua bocca. Ascoltavo cose che non stava dicendo. Un alieno. Solo col tempo capii che parlava di Cinema; così l’ammirazione sostituì la paura e i film da lui proposti divennero imprescindibili. A distanza di anni, nel 2008, ebbi, insieme ad un amico, il piacere di incontrarlo al Lucca Film Festival. Gli chiedemmo un autografo. Rigorosamente in lettere minuscole scrisse: “questo non è un autografo. enrico ghezzi”.
Harakiri (1962) di Masaki Kobayashi
Grazie a lui, e al suo “contenitore filmico” Fuori Orario. Cose (mai) viste, ho scoperto il mio grande amore per il cinema giapponese. Altrove invisibili, i film nipponici trovano nella programmazione notturna di Rai3 la loro perfetta collocazione. Harakiri è semplicemente il mio preferito. Il termine indica il rituale suicida con cui i samurai giapponesi eseguivano in maniera onorevole la propria condanna a morte. La perfezione stilistica e la dirompente forza politica tipici del cinema giapponese trovano in questo film una sintesi perfetta; infatti il regista, andando oltre la rigida etica samurai, mostra la fragilità umana di queste tragiche figure riuscendo a smascherare le assurdità del loro codice d’onore. Harakiri colpisce al cuore e fa più male della pratica da cui prende il nome.
Cose dell’altro mondo
Da sempre attenta al grande cinema e al cinema invisibile, la RaroVideo si occupa di recuperare e distribuire in DVD pellicole altrimenti introvabili. Edizioni ben curate e ottimi approfondimenti: niente di meglio per la vostra videoteca cinefila.
La grande illusione (2)
Le proiezioni dei film dei Lumière avevano un successo incredibile. Anche se si limitavano a riprendere scene di vita quotidiana, il pubblico era curioso e attratto da questa nuova strabiliante invenzione. Quando proiettarono per la prima volta L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat (1896), gli spettatori, vedendo il mezzo avvicinarsi sempre di più allo schermo, fuggirono per paura di essere travolti. Non ci è dato sapere se la cosa accadde realmente ma l’episodio è esemplificativo e dimostra quanta meraviglia ed emozione il Cinema stesse provocando. Non intuendo le potenzialità del mezzo, i due fratelli vendettero i diritti di sfruttamento della loro invenzione a Charles Pathé. Il Cinema divenne così un affare mondiale.




