Sab. Set 25th, 2021

Di Stefania Mezzina

Giulio Base mitizza Marche e Abruzzo nella sua ultima pellicola girando sulla terraferma e off shore

 Abruzzo e Marche sono state le regioni scelte dal regista Giulio Base per girare le riprese del suo nuovo film, che vede tra gli interpreti Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro, Fabio Troiano, Ninetto Davoli e il piccolo Niccolò Calvagna.

G. Pasotti, D. Finocchiaro, N. Davoli piattaforma“Mio Papà. Due anime, una scelta” è il titolo del film, le cui riprese, per cinque settimane, da novembre a dicembre 2013, hanno coinvolto le due regioni confinanti.

In particolare, San Benedetto del Tronto: il lungomare, la parte più antica della città, al paese alto, l’area portuale e le vie limitrofe, negozi e ristoranti del centro cittadino, gli ambienti di case private a quelli di strutture pubbliche, come il teatro comunale “Concordia”, Palazzo Piacentini al paese alto, la scuola “Marchegiani”, la sede sambenedettese dell’Università di Camerino, l’ospedale civile, la Riserva Sentina, il Palasport.

Alcuni set, inoltre, sono stati allestiti anche a Grottammare, Monteprandone e Falconara Marittima, all’Aeroporto delle Marche, e il mare Adriatico antistante Pescara, in particolare una piattaforma privata.

Prodotto da Movie And con Rai Cinema, e riconosciuto di interesse culturale, con il contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale per il Cinema, il film realizzato con il contributo della Regione Marche e della Fondazione Marche Cinema Multimedia-Marche Film Commission  è approdato nelle sale cinematografiche il 27 novembre, in oltre 80 copie, e l’anteprima nazionale si è svolta proprio a San Benedetto del Tronto, al PalaRiviera, alla presenza del regista, di Giorgio Pasotti, di Niccolò Calvagna, dei produttori Massimiliano Leone e Valentina Di Giuseppe, del Sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, dell’assessore alla Cultura e Turismo Margherita Sorge, dell’assessore alla Pesca della Regione Marche, Sara Giannini e della presidente del Marche Film Commission, Stefania Benatti. La produzione ha investito 1 milione e 800 mila euro per la realizzazione del film, Regione Marche e Film Commission hanno finanziato per 40 mila euro la pellicola, che ha visto l’impegno di 21 professionisti tra maestranze e attori, e di 250 comparse, tra cui molti sambenedettesi.

 “Mio Papà”, racconta il rapporto affettivo che si crea tra Matteo, impersonato dal piccolo Niccolò Calvagna, e Lorenzo, ovvero Giorgio Pasotti, nuovo compagno di Claudia, madre di Niccolò, interpretata da Donatella Finocchiaro; attrice che tra gli altri ha lavorato con la regia di Pupi Avati, Woody Allen e Marco Bellocchio.

La storia è delle più semplici, e parte dall’incontro tra Lorenzo e Claudia; lui è un uomo a cui piace la libertà, che lavora come subacqueo su una piattaforma petrolifera poco distante dalla costa adriatica.

Pasotti e N.CalvagnaE’ uno dei migliori nell’ambito della sua professione, non vuole legali e quando scende sulla terraferma lo fa solo per divertirsi. La svolta arriva quando Lorenzo, una sera, in un locale, conosce Claudia. La giovane donna è bella e diversa dalle altre donne che sinora hanno interessato il subacqueo. Dapprima è solo passione, poi arriva l’amore per questa donna a dominare la quotidianità di Lorenzo: ma Claudia non è da sola, perché con lei vive il figlio Matteo di sei anni. Una presenza che dapprima rappresenta un ostacolo per Lorenzo, gli scontri tra i due non mancano, anche perché il piccolo vede un rivale nell’uomo e fa di tutto per creare problemi, e allontanare i due. Poi, finalmente, cede e nasce tra i due una sorta di complicità e di affetto, un rapporto tra padre e figlio, anche alla luce dell’assenza e dell’indifferenza del padre naturale del piccolo.

Delusioni e speranze di una famiglia allargata, dunque,  e un amore inaspettato e ricambiato tra un uomo e un bambino che non sono padre e figlio; tutto quasi nella norma, sino ad una conclusione inaspettata, che però ribadisce l’importanza del rapporto che si è creato.

Base racconta questa storia dietro la macchina da presa, ma l’idea che ha preso corpo insieme all’amico Giorgio Pasotti, protagonista acclamato in varie edizioni in Distretto di Polizia,  e in film di Mario Monicelli,  Carlo Vanzina, Paolo Sorrentino e Gabriele Muccino, attore e co-sceneggiatore è in parte biografica per entrambi.

Racconta, infatti, anche un pezzo della vita di Base e di Pasotti, che non a caso sono anche tra gli autori del soggetto e della sceneggiatura, simile a quella di moltissimi padri adottivi, e cioè l’esperienza di amare figli che non sono sangue del proprio sangue.

“E’ un’idea nata da una semplice chiacchierata in treno – ha spiegato Giulio Base alla presentazione dell’anteprima – che però tratta di una situazione comune a molti altri e cioè ritrovarsi ad amare i figli della tua compagna. Spesso mi ritrovo a pensare che con la mia figlia non di sangue, il cimentarsi dell’affetto paterno sia ancora più grande, proprio perché non è dovuto, non è imprescindibile e immediatamente naturale. Ci si studia e in un secondo momento si sceglie di amarsi. Penso che un film sta soprattutto in un’idea di mondo che propone, e sebbene non sia certamente io il prototipo del regista ribelle, nell’idea di mondo che questo film suggerisce c’è un tipo di amore paterno che al momento è fuorilegge“.

L’anteprima ha strappato applausi, sorrisi e lacrime al pubblico presente al PalaRiviera, tra cui le comparse che hanno vissuto l’emozione di essere parte integranti di questo film dall’indiscutibile risvolto sociale, che è stato presentato al 9° Festival di Roma, nella sezione “Alice nella Città”. Giulio Base ha diretto diverse puntate della fortunata serie “Don Matteo” e film di successo come “Poliziotti” con Claudio Amendola e Kim Rossi Stuart e più recentemente ha curato regia, sceneggiatura e interpretato “Il pretore” basato sul romanzo “Il pretore di Cuvio” di Piero Chiara. Come attore vanta partecipazioni a fiction come”, “Tutti pazzi per amore 2”, “Una grande famiglia” e “Valeria medico legale”.

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