Dom. Set 19th, 2021

IL PRIMO DEI “PRIMI”

Di Valeria Conocchioli

Sabatino Lattanzi fa lo chef di professione. Ama trasformare risotti e pasta seguendo studio e ricerca

Sabatino Lattanzi chef emergente3Accostamenti insoliti, gusti raffinati e profumi accattivanti: questa è l’arte di Sabatino Lattanzi, giovane chef di Civitella del Tronto. Un’intervista a tu per tu per scoprire tutti i segreti che si nascondono dietro un ottimo piatto.

Oramai si parla molto di te e del tuo talento, ma raccontaci come ti sei avvicinato al settore culinario.

Il mondo della cucina mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Ho frequentato infatti l’Istituto Alberghiero a Teramo e ho iniziato a lavorare nel 2002 come aiuto cuoco presso il ristorante Zunica di Civitella del Tronto e da lì non sono più andato via. Dopo una prima stagione alquanto difficile, alle prese con uno chef molto severo e un lavoro poco gratificante, stavo seriamente pensando di abbandonare tutto. Poi, per mia fortuna, è arrivato un nuovo chef, Francesco Liguori, che ha riacceso in me la passione per la cucina e mi ha convinto ad andare avanti.

Sappiamo anche che hai partecipato a diversi eventi e manifestazioni culinarie. Quali sono le più recenti e significative?

Il 2013 è stato un anno pieno di soddisfazioni e appuntamenti importanti. A Lione ho partecipato al “Sirha”, la fiera alimentare dei più grandi chef francesi; sono stato poi al “Vinitaly Cooking Show” di Verona e a “Identità Golose” a Milano. Di recente ho partecipato al “Cooking X art” di Roma rappresentando l’Abruzzo con un mio piatto e alla manifestazione “Chef emergente” di Firenze. In quest’ultima occasione ho sostenuto le gare di qualificazione come chef emergente del centro Italia e ho superato la semifinale battendo quattro chef rispettivamente di Abruzzo, Marche, Umbria e Molise. Sono così giunto in finale ottenendo un ottimo secondo posto, dietro uno chef del Lazio.

Sabatino Lattanzi chef emergente2Sono molti sicuramente i riconoscimenti e le gratificazioni che ricevi dal lavoro, ma altrettanti saranno i sacrifici e le rinunce.

Si, è un lavoro che richiede molto impegno e qualche sacrificio. In pratica so quando arrivo al ristorante ma mai quando esco! Ho dovuto abbandonare qualsiasi attività sportiva per mancanza di tempo e mi è rimasto un unico hobby, quello della pesca, che mi permette di rilassarmi e scaricare la tensione.

A proposito dei tuoi piatti, c’è qualcosa che preferisci cucinare?

Si, prediligo la preparazione dei primi, essenzialmente perché amo mangiarli. Mi piace molto sbizzarrirmi con i risotti e, in particolare, le mie creazioni migliori sono il risotto sedano rapa, tartufo e caffè e quello porri, pere e caprino. Per quanto riguarda gli ingredienti, ci tengo a utilizzare sempre prodotti di stagione, del territorio e a Km zero.

Da cosa ricavi l’ispirazione quando cucini?

Alla base di tutto ci sono il continuo studio e la costante ricerca. Trascorro molto tempo al pc per prendere spunto dai più grandi chef nazionali e mondiali dai quali riesco sempre ad imparare molto, rielaborando poi secondo il mio stile personale.

Quali sono le tue ambizioni per il futuro?

Desidero diventare un grande chef e ottenere la Stella Michelin che è sicuramente uno dei più grandi riconoscimenti in questo campo.

C’è una persona in particolare che ti senti di ringraziare o a cui sei debitore?

Si, certamente. Un ringraziamento va al mio collaboratore Luca di Felice e sicuramente, tra tutti, a Daniele Zunica che ha sempre creduto in me e mi ha dato piena fiducia fin dall’inizio. Spero di continuare a lavorare per lui per crescere e migliorarmi.

Prima di concludere, un commento alla recente moda dei reality televisivi legati alla cucina.

Mi ritrovo spesso a guardare questi programmi televisivi, ma credo che possano essere sviluppati meglio con professionisti del settore, sicuramente più competenti e preparati rispetto alla gente comune e dai quali si potrebbero ricavare molti insegnamenti e ispirazioni.

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