I HAVE A DREAM: FARE IL CANTAUTORE

30 Luglio 2014

1622366_10203421933217926_2091134984_oUmberto Scataglini presenta il suo primo disco dal titolo “Un’illusione”

MARTINA DI DONATO

Spesso essere bravi  ed avere successo non sono elementi concatenati, soprattutto in un mondo particolare come quello della musica. Lo sa bene Umberto Scataglini, un giovane cantautore di Roseto  che a soli 21 anni sta per realizzare un pezzo del suo sogno. Uscirà infatti a breve il suo primo disco “Un’illusione”, che è anche il tiolo di una canzone.

Umberto è giovane ma sa già dove vuole arrivare. Compone musica da quando era un bambino; a 12 anni inizia a suonare la chitarra, ma con scarso interesse e per questo decide di mettere da parte lo strumento a corde. Successivamente all’età di 16 anni  inizia ad avvertire un’esigenza diversa: esprimersi nella musica e nello scrivere con note autobiografiche. Aiutato anche dall’amore per vari cantautori italiani, come Lucio Dalla, Rino Gaetano, Scataglini inizia a scrivere canzoni come opera di catarsi e dà lì prende il via il suo percorso.

Lo abbiamo incontrato alla vigilia del suo primo disco.

Quanto e come è cambiato il tuo modo di scrivere negli anni?

“Nei primi testi scritti a 16 anni i temi erano di allegria e spensieratezza, successivamente una serie di eventi ha modificato il mio modo di scrivere e anche i temi delle mie canzoni. Sono diventate canzoni molto più intime ed autobiografiche. Nel disco ad esempio, sono inserite canzoni con temi autobiografici ma anche sociali. Tutti i testi, però, hanno un filo conduttore, cioè quello di raccontare dei disagi”.

Sta per uscire il tuo primo disco, cosa ti ha lasciato questa esperienza?

“Sono molto emozionato, è la realizzazione di un sogno ed è stata un’esperienza molto importante che mi ha dato tanto sia sul piano professionale che su quello personale. All’inizio di quest’avventura ero pieno di insicurezze e dubbi che poi, grazie anche all’aiuto di Stefano Leli, si sono dissolti. E’stato un duro lavoro e ne sono soddisfatto. Il disco si compone di 11 brani e tracciano un percorso ben preciso, come se fossero sequenza di un film”.

E cosa si prova a veder realizzato un video per la propria canzone?

“E’ una sensazione appagante, vedere il video della propria canzone. Mi sono divertito anche a girarlo. Per me è stata una nuova sensazione e credo che sia stato centrato in pieno il tema”.

Hai partecipato a vari concorso, come il Cantagiro a Fiuggi, dove ti sei classificato primo e al Premio Mogol. Sono state tappe importanti per la tua carriera?

“Indubbiamente mi hanno aiutato molto, soprattutto il Cantagiro a Fiuggi, quella è stata l’esperienza che  ha segnato la svolta. Il fatto di rientrare tra i primi cinque finalisti fra 50 partecipanti  mi ha fatto credere molto di più nelle mie capacità. L’insicurezza c’è sempre, soprattutto all’inizio. Inoltre ho amato la sinergia con glia altri partecipanti, ognuno di loro con la sua musica e con la sua storia aveva tanto da raccontare”.

 2,256 total views,  2 views today

Condividi e seguici anche su :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *