Centrali biomasse: Colonnella, Controguerra, Ancarano
A cura di Martina Olivieri
E’ ormai d’attualità la presunta costruzione di centrali biomasse nei comuni di Colonnella, Controguerra e Ancarano. In molti si stanno movimentando attraverso comitati, associazioni e manifestazioni affinchè si possa far cambiare idea agli organi competenti, così da non farle costruire nel nostro territorio.
Questo articolo non vuole prendere le parti di nessuno, nè fare politica. Il nostro obiettivo è uno solo: informare. Cercheremo di rispondere alle domande che tutti si saranno posti, noi compresi: cosa sono? A cosa servono? Sono nocive?
La centrale biomassa è un impianto di produzione di energia elettrica in cui come combustibile viene usata la biomassa, cioè vari materiali di origine biologica, tra cui generalmente scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria. L’energia ricavata consente di espellere rifiuti prodotti dalle attività umane e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Lo sviluppo delle biomasse è uno dei punti di riferimento per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra e delle emissioni di anidride carbonica. In tal senso, le biomasse vengono considerate fonti di energia rinnovabile.
Le biomasse devono essere reperite entro un raggio di 70 km dall’impianto che pertanto, a rigor di logica, dovrebbe essere installato in una zona che ha disponibilità di materiale; farlo arrivare da lontano vanificherebbe i vantaggi della “fonte rinnovabile”, considerato l’inquinamento ambientale causato dal trasporto.
Il fatto che l’energia di queste centrali si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive rappresenta un ulteriore vantaggio economico e sociale, in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico. Per quanto riguarda l’impatto sull’ambiente, se da una parte la combustione delle biomasse costituisce un ottimo sistema per ridurre l’inquinamento del suolo, dall’altra concorre all’ “avvelenamento” dell’aria con i fumi della loro combustione, provocando l’effetto serra, dando origine alle piogge acide e danneggiando l’ecosistema del corpo idrico utilizzato per gli scarichi termici dell’acqua, senza sottovalutare lo stoccaggio e il cattivo odore prodotto dai rifiuti: l’arco voltaico scompone l’Ossigeno dell’aria O2 in O, che legandosi poi ad altre molecole, forma Ozono O3, gas velenoso dal caratteristico odore di aglio.
La costruzione di queste centrali è un tema molto delicato che porta alla sensibilizzazione dei cittadini e – si spera – di tutti gli organi che compongono la nostra società. La speranza è che l’eventuale costruzione delle centrali biomasse non danneggi il nostro amato territorio, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello ambientale, ma che si riveli una scelta vincente, cosa di cui allo stato delle cose dubitiamo fortemente.
