Dom. Ott 17th, 2021

Don Aniello Manganiello incontra gli alunni dell’I.C. “Corropoli-Colonnella-Controguerra”

Parroco di Scampia per 16 anni, si è sempre battuto in prima linea  contro la criminalità organizzata e il malaffare

Venerdì 27 ottobre 2017 presso la Sala Cineplex “Arcobaleno” di Colonnella, ore 9.30

COLONNELLA Un grande incontro con la Legalità e la voce che la rappresenta, quello che venerdì 27 ottobre 2017 verrà presentato dall’I.C. “Corropoli-Colonnella-Controguerra” in collaborazione con la XXII edizione del Premio Nazionale “Paolo Borsellino” dedicato all’impegno sociale e civile. Alle ore 9.30, nella Sala del Cineplex “Arcobaleno” di Colonnella, ben 500 alunni della Scuola Secondaria di I grado incontreranno Don Aniello Manganiello, più comunemente conosciuto come il Parroco di Scampia, il tristemente famoso quartiere alla periferia settentrionale di Napoli. Una voce di Dio e non solo che combatte la criminalità organizzata, strappando alla manovalanza della camorra tantissimi giovani, criticando apertamente l’ipocrisia e la superstizione. Più volte Don Aniello ha dichiarato nelle sue interviste che «è necessaria, oggi, una rivoluzione culturale che coinvolga tutti – ragazzi, giovani e adulti – attraverso percorsi culturali condivisi dalle diverse agenzie educative, a partire dalle scuole, dagli oratori, individuando come strategia educativa più incisiva quella di intercettare i ragazzi e i giovani dove vivono, dove fumano, dove si ubriacano, dove ballano».

L’evento si preannuncia carico di attesa per gli alunni, i docenti e le famiglie ed individua un momento significativo dell’offerta formativa dell’Istituto vibratiano, da anni attento ad una progettualità che mette al centro l’alunno ma soprattutto l’incontro dei giovani con coloro che attivamente rappresentano la lotta alla criminalità organizzata.

Oltre a Don Aniello Manganiello, saranno presenti all’incontro: Umberto D’Annuntiis, Sindaco di Corropoli, Leandro Pollastrelli, Sindaco di Colonnella, Franco Carletta, Sindaco di Controguerra, il Dirigente Scolastico Manuela Divisi, la Vice Preside e Referente “Area Legalità” Alessandra Angelucci, Gabriella Sperandio, Presidente Ass.ne “Falcone e Borsellino”.

Per suggellare il percorso dedicato alla Legalità, sabato 28 ottobre una rappresentanza dell’Istituto –

la classe IIIC di Controguerra – parteciperà alla premiazione finale del Premio Borsellino, un altro importante appuntamento che si terrà alle ore 10 nella Sala Consiliare del Comune di Pescara.

Premio Nazionale “Paolo Borsellino”:

Il Premio, organizzato dal 1992 dall’Associazione culturale “Falcone e Borsellino” con il patrocino del Miur, da 25 anni intende essere una rassegna culturale educativa dedicata principalmente ai giovani, nella consapevolezza che il pur necessario versante repressivo, da solo non sia sufficiente nell’opera di contrasto all’illegalità. Al tempo stesso intende testimoniare ammirazione, gratitudine ed affetto a tutte quelle personalità che attraverso il loro impegno quotidiano, il loro coraggio offrono un’azione significativa e concreta contro qualsiasi forma di violenza e di ingiustizia.

Don Aniello Manganiello:

Per 16 anni ha rappresentato la voce di Scampia. Nonostante, da campano, conoscesse bene quel quartiere, il suo arrivo alla parrocchia di Santa Maria della Provvidenza gli suscitava non poche inquietudini. Ma lui decise ugualmente di “sporcarsi le mani”, di scendere tra la gente, abbattendo le mura che separano la vita quotidiana dalle istituzioni, cercando di far capire agli abitanti del quartiere napoletano di Scampia che un’esistenza diversa è possibile, che la legalità può esistere, che combattere la camorra si può e che chi nasce in quei luoghi non ha per forza un destino scritto sulla pelle.

Dal 1994 al 2010 strappa alla manovalanza della criminalità organizzata tantissimi giovani. Nel 2010 viene sollevato dall’incarico di parroco di Scampia, ufficialmente “per l’avvicendamento naturale”. Tornato a Roma, al rione Trionfale, dopo alcuni mesi decide che era arrivato il momento di prendere un anno sabbatico e di raccontare la sua missione pastorale. Scrive quindi insieme al giornalista Andrea Manzi “Gesù è più forte della camorra” (Rizzoli), in cui parla di quei giorni, dei mancanti incontri con i politici, dell’aiuto alla gente perbene. Ora don Aniello vive a Camposano, suo paese di origine, dove oltre ad aiutare il parroco e partecipare alla vita diocesana, prosegue il suo impegno in prima linea attraverso l’associazione che ha fondato, “Ultimi”.

 

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