SALE AL TRONO RENZO COME PIACE A RENZI

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Di Marco Calvarese

Di Sabatino è il primo presidente della storia della “nuova” Provincia di Teramo secondo Matteo. Prima che la riforma costituzionale la cancellerà

il-presidente-e-i-consiglieInizia presto per Renzo Di Sabatino la giornata nel palazzo che si trova al numero civico 2 di via Milli a Teramo. Il neo presidente della “nuova” Provincia di Teramo, eletto il 13 ottobre 2014, deve conoscere i dipendenti e gli uffici per prendere le misure della struttura al cui vertice ora siede lui.
Da “vecchia” a “nuova” Provincia, ce la spiega proprio il neo presidente Di Sabatino.
È un percorso di riforma costituzionale dello Stato, non ancora giunto a compimento. In questa prima fase il legislatore è intervenuto su quelle materie che poteva toccare senza variare la Costituzione, quindi sistema di voto e assetto istituzionale della Provincia che è ancora oggi un organo costituzionale. Da sistema di voto di primo livello (elezione diretta da parte dei cittadini) a secondo livello (elezione svolta da consiglieri e sindaci eletti dai cittadini). L’altro elemento importante è l’aver avviato la trasformazione della Provincia in un Ente di area vasta, grande unione dei Comuni. È scomparsa la Giunta (il presidente assomma su di se i poteri del Presidente e delle Giunta), il Consiglio resta un organo di indirizzo ma c’è soprattutto l’Assemblea dei Sindaci che ha una funzione essenzialmente consultiva ma che è rilevante.
È meglio o peggio?
Da un punto di vista procedurale è meglio, da un punto di vista delle garanzie qualche critica c’è. Personalmente avrei preferito che avessero mantenuto un elezione di primo livello almeno per il presidente. La legittimazione di una figura così importante per il territorio, sarebbe arrivata direttamente dal territorio, però è anche una grande legittimazione anche quella di essere indicato ed eletto da sindaci e consiglieri che, a loro volta, si sono sottoposti al giudizio elettorale. Ma la cosa più rilevante è che la Provincia di trasformi, snellisca i procedimenti politici, burocratici e diventi ancora più utile per il proprio territorio. Questo è un merito dell’idea di riforma che Matteo Renzi ha: ridurre i centri decisionali e averli con più attinenza al territorio. Prima la Provincia era una cosa di mezzo tra i Comuni e la Regione, adesso le Provincie sono i Comuni stessi messi insieme.
provinciaPresidenteDiSabatinoElezione13ott2014_0019_resizeNon si rischia che la Provincia diventi semplicemente un ufficio?
Io penso che la decisione politica, anche in questo Ente, rimarrà importante perché è evidente che ci sono scelte dettate dall’esigenza del territorio ma ci sono scelte che sono e rimangono politiche. Ad esempio questa Provincia si opporrà, per quanto nelle sue possibilità, ad un’idea di sfruttamento di questo territorio per trivellazioni, ricerche e ispezioni, ma non per una questione ideologica ma per scelta politica. Questa è una provincia che deve puntare su turismo, enogastronomia, patrimonio e bellezze naturali.
Anche se ancora all’inizio, possiamo chiederle come ha trovato questa Provincia?
La provincia mi era ben nota già da prima, avendo svolto per 5 anni il ruolo di consigliere di opposizione. Non conoscevo tutti ma conosco bene la macchina provinciale. C’è un grandissimo giacimento di risorse umane. La Provincia potrebbe essere una macchina da guerra buona, nell’interesse del territorio da quel punto di vista. Naturalmente ha delle difficoltà finanziare come tutte le provincie, perché l’operazione legittima di spending review del Governo le ha colpite particolarmente, in maniera secondo me anche eccessiva.
I primi obiettivi e impegni per la Provincia?
Dobbiamo mettere in sicurezza la Provincia, un compito molto impegnativo considerando i tagli che ci sono stati e ci saranno: 2,5 milioni di euro in meno per il 2014 e 5,5 milioni di euro in meno per il 2015.
A proposito di sicurezza, si sente spesso parlare di soldi investiti per varie opere sul territorio sulle quali i cittadini non hanno però riscontri immediati. Un argomento su tutti che sta facendo trascorrere sonni inquieti a molti: la sicurezza dei fiumi.
Quando ero sindaco a Bellante, un piccolo Comune, ho speso qualcosa come 1 milione di euro in sicurezza degli edifici pubblici e delle scuole, non è che se ne sono accorti in tanti ma sono opere che ti servono quando c’è un’emergenza. Per quanto riguarda la questione del dissesto idrogeologico, si sta recuperando il tempo perso negli anni scorsi, non per colpa della Provincia ma perché non era considerata una priorità, oggi invece è una priorità a seguito dei disastri a cui ciclicamente assistiamo, per cui si sta lavorando. Una delle mie necessità sarà quella di potenziare e valorizzare il servizio opere idrauliche nella provincia di Teramo. Ci sono già delle linee di finanziamento che sono già in itinere come i “lavori per la mitigazione del rischio idrogeologico del fiume Vomano” (3,6 milioni di euro), “difesa della costa di Martinsicuro” (3 milioni di euro), “difesa della costa di Roseto” (3 milioni di euro), “consolidamento a Castelli” (1 milione di euro). Naturalmente sono opere che spesso non hanno una grandissima visibilità ma che servono e non bastano, sono una goccia. Noi dovremmo mettere in sicurezza i nostri fiumi, adesso stanno partendo i lavori all’argine del Salinello…
provinciaPresidenteDiSabatinoElezione13ott2014_0016_resize…stanno partendo i lavori sull’argine del fiume Salinello?
…stanno partendo significa che stanno messi a gara. In una paese ideale, nel giro di un mese o due mesi, i lavori dovrebbero partire, forse in Italia poi abbiamo qualche problema, anche se in questo caso il problema potrebbe essere il periodo. Magari non so novembre, dicembre e gennaio se sono ideali per i lavori.
Altro argomento spinoso è quello del sociale, la Provincia come intende affrontare questo discorso, soprattutto alla luce delle notizie che appaiono sulle difficoltà riscontrate a chi opera nel settore, anche per le strutture accreditate?
Va fatta un’operazione verità. La Provincia intende continuare a occuparsi di sociale, penso all’assistenza e trasporto disabili. Questo però è un servizio per il quale devi avere le risorse, altrimenti non puoi farlo, semplicemente perché non avere le risorse significa non pagare chi fa assistenza. Allora o la Regione Abruzzo si siede assieme alla Provincie e valutiamo chi fa cosa e con quali risorse, altrimenti gli affari sociali è una di quelle funzioni che dovrebbe essere tolta alla Provincie. In parte lo facevano già in maniera delegata ma dal 1 gennaio 2015 la Regione dovrà dirmi se devo continuare a occuparmene e con quali soldi.
Matteo Renzi dice di avere la sua ricetta per cambiare l’Italia, esiste una ricetta Renzo Di Sabatino per questa Provincia di Teramo?
La scommessa è quella di trasformare questo Ente in un Ente erogatore di servizi per la collettività e di gestione del patrimonio di questa area vasta (strade, edifici, terreni, ecc..). In questo senso la grande scommessa sarà quella di riconvertire e riqualificare il personale in servizi assolutamente nuovi, quindi ad occuparci di servizi di rilevanza economica e valorizzare i centri di committenza in favore dei Comuni, cioè fare un’opera di coordinamento e cucitura tra tutti i piccoli Comuni ed anche un po’ più grandi che da soli non ce la fanno più. Se sapremo fare questo daremo la percezione dell’utilità di questo Ente ai cittadini e sarà una scommessa vinta, altrimenti l’esito delle Provincie sarà quello di disgregarsi e di confluire in parte nei Comuni e in parte nella Regione. Penso che questo sia un errore perché il perimetro provinciale è il miglior perimetro di governo del territorio.
Una campagna elettorale contraddistinta da voci di accordi politicamente avversi, soprattutto nella Val Vibrata, per far votare il suo nome. Alla luce di questo il suo Consiglio si presenta governabile, quindi potrà lavorare bene, o rischia pressioni future?
Gli accordi elettorali non ci sono stati, se si intende per questi persone di centrodestra e centrosinistra che si sono messe insieme, c’è stato invece un ragionamento sul territorio ed in particolare su alcuni territori che non hanno più ritenuto di dover fare opera di vassallaggio. Non c’è stato quindi uno scambio, sono persone che autonomamente, io neanche conosco chi sono, hanno deciso di garantire la vittoria al sottoscritto ma rimangono con le loro idee politiche. Un ragionamento vincente che sarà trasferito all’interno del Consiglio provinciale. Io ritengo che questa Provincia vada governata congiuntamente, soprattutto sulle alte scelte e sugli alti discorsi e programmazioni. Io discuterò con tutto il Consiglio e tutti i Sindaci. Nell’interesse della Provincia non escludo di dare deleghe a tutti i consiglieri ma è cosa diversa da un accordo centrodestra e centrosinistra. Il candidato proposto dagli amministratori di centrosinistra ha vinto e quindi ha il diritto e anche il dovere di governare secondo le sue idee.

Questa la composizione del nuovo Consiglio (vedi comunicato dati composizione Consiglio per i dettagli sul voto)

Lista n. 1 COSTITUENTE POPOLARE PER TERAMO

Massimo Vagnoni
Graziano Ciapanna
Nicola Di Marco

Lista n. 2 LA CASA DEI COMUNI
Vincenzo Di Marco
Mauro Giovanni Scarpantonio
Barbara Ferretti
Maurizio Verna
Flaviano De Vincentiis
Piergiorgio Possenti

Lista n. 3 LA FORZA DEL TERRITORIO CON ASTOLFI
Tonia Piccioni
Franco Fracassa
Severino Serrani

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