Ordine farmacisti Roma, verso riconoscimento del ruolo sanitario della professione
(Adnkronos) – Il farmacista che opera al banco è un professionista che prende in carico il paziente, assumendosi dirette responsabilità sulla sicurezza delle terapie. “Il nostro lavoro non è semplice logistica. L'essenza della nostra natura sanitaria si manifesta nella responsabilità del diniego. Quando un farmacista si rifiuta di erogare una ricetta inappropriata o pericolosa, sta esercitando un veto a tutela della salute del cittadino. Questo è un atto clinico, non un atto commerciale”. Lo ha detto Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, aprendo il convegno ‘Professione farmacista: verso il riconoscimento del ruolo sanitario’, promosso dall’Ordine dei farmacisti della Provincia di Roma in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Sapienza di Roma che si è svolto ieri nella Capitale. L’iniziativa ha riunito istituzioni, mondo accademico e professionisti del settore per discutere di identità clinica, inquadramento contrattuale e tutela costituzionale della salute in farmacia: un tema che rappresenta il filo conduttore dell’attuale consiliatura dell’Ordine romano. Quando il farmacista interviene attivamente nella gestione del paziente cronico, come riporta una nota, “i parametri clinici migliorano in modo misurabile, quando affianca il paziente oncologico le reazioni avverse gravi si dimezzano e una corretta riconciliazione farmacologica sul territorio riduce del 40% i ricoveri ospedalieri, con un beneficio diretto per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. A fronte di questo valore assistenziale riconosciuto dalla Legge Lorenzin, che ha inserito i farmacisti tra le professioni sanitarie, permane però un paradosso normativo: l’indennità di specificità sanitaria prevista dal Ccnl della dirigenza dell’Area sanità per i colleghi del comparto pubblico, “non trova ancora un corrispondente nel comparto privato, dove il medesimo atto professionale continua a essere inquadrato con le logiche del commercio”. Un primo passo in questa direzione è arrivato proprio alla vigilia del convegno: il 15 settembre Assofarm ha sottoscritto con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’ipotesi di rinnovo del Ccnl delle farmacie comunali, che introduce un’indennità professionale. Guaglianone, nel ringraziare per questo il presidente di Assofarm, Luca Pieri, ha comunque rilevato come pur trattandosi di “un passo avanti”, nell’intesa permanga “una delicata timidezza lessicale”: la scelta di parlare di “indennità professionale”, piuttosto che nominare apertamente la sua natura “sanitaria”. I dati presentati nel corso del convegno – continua la nota – restituiscono l’urgenza del tema. Secondo AlmaLaurea, “negli ultimi 15 anni la quota di neolaureati che sceglie stabilmente il lavoro al banco è calata del 25%. A Roma, a fronte di una crescita degli iscritti all’Ordine (da 5.753 a fine 2022 agli attuali 6.994, +21,5%, alimentata da 1.479 nuovi ingressi dal 2022 a oggi), si registrano oltre 210 cancellazioni annue, l’80% delle quali riguarda colleghi con meno di 67 anni che lasciano la professione per intraprendere altri percorsi”. Per l’Ordine, la risposta a queste criticità passa dall’introduzione, nel Ccnl delle farmacie private, dell’indennità di specificità sanitaria già riconosciuta nel comparto pubblico e da una piena integrazione della farmacia nella nuova architettura del Ssn. È importante che “i nostri giovani possano guardare alla farmacia non come a un vicolo cieco – ha osservato Guaglianone – ma come a un luogo vivo in cui poter crescere, investire il proprio futuro e vedere pienamente realizzate le proprie ambizioni”. Il sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Marcello Gemmato, ha illustrato la visione e il sostegno del Governo sul riconoscimento del ruolo sanitario della professione. “Il farmacista è una figura chiave nella sanità di prossimità e nel collegamento concreto tra la Casa di Comunità e la casa del cittadino – ha affermato il sottosegretario – Grazie a un rapporto di fiducia costruito nel tempo, il suo ruolo si è evoluto: non più soltanto dispensatore di farmaci, ma professionista della salute capace di orientare, ascoltare e accompagnare le persone nei loro bisogni di salute. È su questa evoluzione che il Governo intende investire, rafforzando il ruolo del farmacista all’interno della rete territoriale, affinché possa rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini, con un ruolo sanitario che di fatto esercita ogni giorno”. La preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Luisa Avitabile, è intervenuto sull’impatto e le implicazioni dell’intelligenza artificiale sulla professione, spiegando che l’Ai “può supportare la farmacia nella gestione dei processi e dei dati, ma non potrà mai sostituire il giudizio, la responsabilità e la relazione di cura che legano il farmacista al paziente: sono proprio questi elementi, irriducibili all’algoritmo, a fondare giuridicamente la natura sanitaria della professione”. Il confronto tecnico-giuridico – conclude la nota – è stato affidato a tre docenti della Sapienza: Enrico Elio Del Prato, Diritto civile; Domenico Mezzacapo, Diritto del Lavoro e Ines Ciolli, Diritto Costituzionale.
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