Dom. Set 26th, 2021

Nereto, opposizione vota no ai provvedimenti: maggioranza in affanno

Nereto, un altro positivo al Covid19. Salgono a sei i contagi

I gruppi di minoranza hanno  espresso il voto contrario su variazione di bilancio e salvaguardia degli equilibri; definizione degli indirizzi per nomine e designazioni presso enti e aziende esterne

NERETO Nel primo consiglio comunale a Nereto dopo l’insediamento dell’amministrazione del neo Sindaco Daniele Laurenzi, si è già registrato un duro confronto tra la maggioranza e i tre gruppi di minoranza formatisi dopo le recenti elezioni: Nereto Democratica con i consiglieri Maurizio Corini e Mauro Scattolini, Servire Nereto con Giampiero Masi e Movimento 5 Stelle con Fabio Cinì. Infatti, i gruppi di minoranza hanno tutti espresso il voto contrario su due importanti proposte di delibere della maggioranza: variazione di bilancio e salvaguardia degli equilibri; definizione degli indirizzi per nomine e designazioni presso enti e aziende esterne. Per quanto riguarda il primo atto, il capogruppo di Nereto Democratica, Maurizio Corini, ha evidenziato varie anomalie e criticità nel testo e nei contenuti del provvedimento: cifre discordanti tra parere del revisore e allegati tecnici, dati errati o discordanti in vari punti della delibera, nonché dubbi sulla veridicità e correttezza di alcune variazioni nei capitoli delle entrate, che potrebbero incidere sull’equilibrio finanziario del bilancio. Riscontri di fronte ai quali il Sindaco e l’assessore al bilancio Alberto Di Gaetano non hanno fornito chiarimenti nè risposte soddisfacenti, tanto che la proposta di delibera è passata con i soli voti di una maggioranza blindata e silente, e i voti tutti contrari delle minoranze. Stesso risultato per l’altra proposta di delibera, per la definizione degli indirizzi da seguire per nomine e designazioni da parte dell’amministrazione in favore di propri rappresentanti presso enti ed aziende esterne. Nereto Democratica ha contestato la carente e insoddisfacente formulazione di tali indirizzi da parte della maggioranza, in quanto nulla si diceva sul rispetto della parità dei sessi (come invece richiesto da art.19 co.2 dello Statuto comunale), non si prevedevano casi di incompatibilità rispetto agli amministratori, non si definivano i criteri per giudicare le competenze tecniche e le esperienze specifiche dei candidati (aspetto stigmatizzato soprattutto dal consigliere Fabio Cinì del M5S). Nereto Democratica ha quindi proposto al Consiglio una serie di emendamenti per i quali il Sindaco ha “irritualmente” e bruscamente impedito il confronto in aula, anticipando d’imperio la bocciatura degli emendamenti da parte della maggioranza. Un vero esempio di “non democrazia”, di fronte al quale le minoranze hanno deciso di esprimere voto contrario alla proposta. Imbarazzante il silenzio e soprattutto il voto contrario, sottolineano i consiglieri di Nereto Democratica, della delegata alle pari opportunità Anna Maria Lelii, e delle consigliere di maggioranza, rispetto a un emendamento che avrebbe promosso il rispetto della parità dei sessi nei ruoli di rappresentanza dell’Ente. Ancora, i gruppi di minoranza hanno unanimemente proposto e ottenuto il ritiro da parte della maggioranza di una proposta di delibera relativa alla nomina delle commissioni consiliari permanenti, in quanto il regolamento del Comune di Nereto non assicura al momento la partecipazione nelle commissioni di tutti i gruppi di minoranza, principio ormai acclarato dalla giurisprudenza e dal Consiglio di Stato. Anche in questo caso il Sindaco ha cercato di forzare la mano, ma nulla ha potuto contro il fronte comune delle minoranze che gli hanno ricordato pareri ministeriali, sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato, di fronte alle quali il provvedimento è stato ritirato, aprendo una fase di revisione dell’attuale inefficace regolamento. Insomma, un esordio negativo per la nuova amministrazione di Nereto del Sindaco Laurenzi, che non ha brillato per coerenza; quando era all’opposizione, faceva barricate sul rispetto della forma che prevale sulla sostanza, mentre ora che amministra propone al Consiglio atti sbagliati, irregolari nella forma, fuori termine e vuoti di contenuti.

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