Gaza, a Doha proseguono colloqui per tregua. Per Hamas “zero segnali positivi”

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Gaza, a Doha proseguono colloqui per tregua. Per Hamas “zero segnali positivi”

(Adnkronos) – Mentre proseguono a Doha in Qatar i negoziati per ottenere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi, prosegue l'offensiva di Israele. Nuovi ordini di sgombero sono arrivati per i palestinesi dalle forze israeliane nel nord di Khan Younis e a est di Deir al-Balah. Niente "segnali positivi" dai colloqui a Doha, in Qatar. Parola di Hamas. "I mediatori parlano ancora di ridurre le distanze, ma è chiaro che la parte israeliana aggiunge ulteriori condizioni, parla di nuove questioni", ha detto Osama Hamdan, un portavoce di Hamas, alla tv satellitare al-Jazeera. Il gruppo non partecipa direttamente ai colloqui e Hamdan ha precisato che Hamas non ha ancora un quadro chiaro della situazione, ma non ritiene ci siano segnali positivi da parte israeliana. "Credo stiano cercando di compromettere questo processo", ha detto Hamdan, ricordando che il gruppo insiste per il "ritiro completo" delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. E, ha concluso, se Israele mandasse "segnali positivi" Hamas parteciperebbe ai colloqui, ma questo non è ancora accaduto. Ieri Hosam Badran, membro di spicco dell'ala politica di Hamas,aveva sottolineato che “qualsiasi accordo deve prevedere un cessate il fuoco completo, un ritiro completo da Gaza, il ritorno degli sfollati, la ricostruzione e uno scambio di prigionieri”. Il piano annunciato dal presidente Usa Joe Biden per una tregua ruota attorno a tre frasi, la prima delle quali durerebbe sei settimane. In questo arco di tempo, le forze israeliane si ritirerebbero dalle aree popolate di Gaza e ci sarebbe il rilascio di un certo numero di prigionieri palestinesi in cambio della consegna di ostaggi israeliani vulnerabili. In una seconda fase, gli ostaggi rimanenti verrebbero rilasciati per una fine permanente delle ostilità, mentre la terza e ultima fase consisterebbe nella ricostruzione della Striscia e nella consegna dei corpi degli ostaggi deceduti. L'aeronautica militare israeliana ha colpito ieri più di 30 obiettivi nella Striscia di Gaza, tra cui edifici utilizzati da gruppi terroristici, cellule di uomini armati e altre infrastrutture. Lo ha reso noto l'esercito israeliano, aggiungendo che le truppe sono impegnate nelle zone meridionali di Gaza, a Rafah e Khan Younis, e nel corridoio di Netzarim, nel centro della Striscia. Nel frattempo sono arrivati nuovi ordini di sgombero da parte delle forze israeliane (Idf) per i palestinesi nel nord di Khan Younis e a est di Deir al-Balah. Ridotti, inoltre, i 'confini' della cosiddetta 'zona umanitaria', riferisce il Times of Israel precisando che diversi quartieri nel nord di Khan Younis non verranno più considerati 'zona umanitaria' dal momento che le Idf pianificano ulteriori operazioni contro Hamas. A Khan Younis, l'Idf ha affermato di aver bombardato con l'artiglieria un'area da cui ieri sono stati lanciati razzi contro la comunità israeliana di confine. Sempre a Khan Younis, i soldati della Brigata paracadutisti hanno fatto irruzione in un edificio, dove hanno trovato un nascondiglio di armi, tra cui lanciarazzi e ordigni esplosivi. Nella parte centrale di Gaza, ha aggiunto l'esercito, i riservisti della Brigata Harel hanno individuato diversi cunicoli e ucciso diversi uomini armati utilizzando un drone. La Marina israeliana ha anche ucciso "un certo numero di terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe che operavano nella Striscia di Gaza centrale". "A causa dello sfruttamento della zona umanitaria per atti di terrorismo, e del continuo lancio di razzi in direzione dello Stato di Israele da blocchi" nei quartieri nel nord di Khan Younis, "restare in queste zone è diventato pericoloso", affermano le Idf, precisando di rivedere l'area della 'zona umanitaria' sulla base di "informazioni precise di intelligence che segnalano che Hamas ha collocato un'infrastruttura del terrore nell'area che era stata indicata come 'zona umanitaria'". Le Idf tornano a segnalare "operazioni con forza contro le organizzazioni terroristiche" e chiedono "alla popolazione rimasta nei quartieri nord di Khan Yunis e a est di Deir al-Balah di trasferirsi temporaneamente nella zona umanitaria adattata". "Chiediamo alla nostra gente in tutti i governatorati della Cisgiordania di reagire con rabbia per scoraggiare i coloni e respingere i loro attacchi terroristici". E' quanto afferma Hamas in una dichiarazione rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera con le condoglianze dopo che un giovane palestinese è rimasto ucciso nell'attacco dei coloni nella località di Jit, nei pressi di Qalqilya. Per Hamas, l'assalto rientra nei "piani di sterminio fascisti" di Israele. "La politica di incursioni, omicidi e di scatenare le bande di coloni rafforzerà solo l'attaccamento del nostro popolo alla sua terra e ai suoi luoghi sacri", afferma ancora il gruppo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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