Cyberattacchi, la denuncia di Tajani: “Miei dati su dark web e minacce alla mia famiglia per sostegno Italia a Kiev”
(Adnkronos) – “Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”. È la denuncia su X del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”, assicura il titolare della Farnesina.
“La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, sostiene Tajani, secondo cui gli attacchi sarebbero anche una reazione alle iniziative avviate per rafforzare la sicurezza informatica del ministero degli Esteri. “Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1° gennaio una ‘direzione cyber’ per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”, spiega il ministro, sottolineando che l’Italia è operativa e in stretto coordinamento con gli alleati. “Noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”, conclude.
Da alcuni giorni sono infatti comparsi sul dark web dati personali del ministro degli Esteri Antonio Tajani, accompagnati da minacce e tentativi – anche a pagamento – di acquisire ulteriori informazioni riservate su di lui e sui suoi familiari. Lo hanno rilevato le strutture di cybersicurezza. A quanto si apprende, i contenuti sono stati individuati in un’area del dark web accessibile attraverso la rete Tor, un sistema che consente di navigare in Internet garantendo un elevato livello di anonimato agli utenti. Si tratta di una rete utilizzata anche per attività illecite, tra cui il commercio di sostanze stupefacenti, armi e materiale pedopornografico, nonché la compravendita di dati personali e informazioni riservate.
Le attività di monitoraggio delle strutture di cybersicurezza hanno consentito di individuare la diffusione di queste informazioni e le minacce rivolte al ministro.
Il nome del titolare della Farnesina compare nell’elenco pubblicato sul canale Telegram del gruppo di hacker filorusso NoName057(16), che annuncia ricompense economiche per chiunque fornisca informazioni su persone considerate ostili alla Russia. “Amici, abbiamo lanciato l’elenco aggiornato dei nostri ‘clienti’. Pubblichiamo per voi l’elenco attuale delle persone la cui attività opera direttamente contro gli interessi della Russia e dei nostri alleati”, si legge nel messaggio. Il gruppo spiega di aver creato sul proprio portale, accessibile attraverso la rete Tor, una sezione denominata “Tribunale”, nella quale vengono pubblicate le schede dei soggetti presi di mira. “Abbiamo bisogno di qualsiasi informazione su di loro: contatti, spostamenti, asset e collegamenti”, scrivono gli hacker.
Il gruppo promette inoltre compensi economici a chi collaborerà alla raccolta di informazioni sui soggetti inseriti nell’elenco. “Paghiamo per informazioni confermate e realmente utili. Garantiamo l’anonimato e la sicurezza al 100%. Se avete qualcosa da raccontare, inviate i dati a questo canale”, si legge ancora nel messaggio. Oltre a Tajani, nella lista figurano altre undici persone, tra cui il procuratore di Roma Francesco Lo Voi. Il gruppo presenta i nominativi come soggetti nei confronti dei quali sarebbero già stati aperti procedimenti nell’ambito del proprio cosiddetto “Tribunale”.
Immediata la reazione di Giorgia Meloni: “Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”, ha detto la presidente del Consiglio.
“Sono molto gravi le minacce degli hacker filo russi di NoName057(16) nei confronti di Antonio Tajani. Il vice presidente del Consiglio, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, viene minacciato per le sue posizioni coraggiose in difesa della libertà dei popoli. Questo gruppo di hacker è ritenuto pericoloso e minaccioso anche perché legato, certamente, ad ambienti russi, in particolare a strutture dell’intelligence di Mosca. Parallelamente, io e altri esponenti di Forza Italia, abbiamo ricevuto lettere di minacciosa censura da parte dell’Ambasciata iraniana a Roma, perché abbiamo ‘osato’ partecipare a manifestazioni contro la pena di morte in Iran, a sostegno di Najmeh Amini. Forza Italia difende la libertà in Italia e nel mondo. Si batte contro la pena di morte. Le minacce nei confronti di Tajani non vanno sottovalutate per il ruolo di punta che svolge nel contesto internazionale in difesa di principi per noi inderogabili”, ha commentato il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.
“Nessuno di noi si farà intimidire nè dai russi nè dai rappresentanti degli Ayatollah oscurantisti, che non solo tengono sotto il loro dominio oppressivo il popolo iraniano, ma minacciano la comunità internazionale, alimentando e finanziando terroristi come gli Houthi, Hamas e Hezbollah”, conclude Gasparri.
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