Iran, le tre opzioni di Trump dopo il voto di Midterm: “Presto la decisione”. Nella notte colpita l’isola di Qeshm

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Iran, le tre opzioni di Trump dopo il voto di Midterm: “Presto la decisione”. Nella notte colpita l’isola di Qeshm

(Adnkronos) – Alle spalle il voto di Midterm, l’analisi di JD Vance e le reazioni di Teheran ai risultati delle elezioni negli Stati Uniti, presto ci sarà una decisione sull’Iran. Lo ha assicurato Donald Trump dopo l’incontro con i consiglieri per la sicurezza nazionale e, scrive Axios, il tycoon – almeno per ora – ha tre opzioni davanti a sé, tutte complesse e non esiste un modo semplice per “finire il lavoro” nella Repubblica islamica.  

La prima opzione sarebbe la ripresa delle operazioni militari contro la Repubblica islamica, una scelta impopolare anche per le conseguenze sui prezzi della benzina e per gli esiti degli eventuali raid che potrebbero non portare a risultati migliori dal punto di vista militare. La seconda alternativa sarebbe continuare a ‘strangolare’ il regime con il pressing sul fronte dell’economia, il blocco navale e le sanzioni continuando al contempo a sondare il terreno per un’eventuale intesa nel contesto di una strategia che potrebbe richiedere mesi prima che si registrino progressi. Infine, la terza via possibile sarebbe quella di concludere un accordo che preveda concessioni significative per gli iraniani, i quali però a loro volta potrebbero rifiutarsi di fare concessioni o alzare la posta. 

L’incontro di giovedì di Trump con i consiglieri per la sicurezza nazionale è stato il primo dalle elezioni di Midterm, hanno assicurato due funzionari americani ad Axios. E mentre il tycoon valuta le prossime mosse, continua l’attività diplomatica. 

Nelle scorse ore ci sono stati vari contatti telefonici tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e i mediatori della regione, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati arabi uniti, Oman ed Egitto. E sempre giovedì al Cremlino c’è stato l’incontro tra il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaei, e il leader russo Vladimir Putin, giorni dopo un colloquio tra i due e proposte russe di mediazione tra Usa e Iran. Rezaei ha reso noto di aver trasmesso a Putin un messaggio della Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, che non si è mai fatto vedere in pubblico da quando a marzo ha preso il posto del padre, Ali Khamenei, ucciso all’inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, alla fine dello scorso febbraio. E ha assicurato che Putin è pronto a contribuire a porre fine al conflitto. 

I mediatori del Qatar hanno proseguito i colloqui con gli iraniani e la Casa Bianca su una bozza che prevede che Teheran e Usa facciano una serie di passi, in 48 ore, per creare un clima di fiducia che porti verso un accordo. Il primo giorno, gli Usa revocherebbero il blocco navale e sbloccherebbero parte dei fondi iraniani e in cambio la Repubblica islamica inviterebbe ufficialmente l’Agenzia internazionale per l’energia atomica a inviare ispettori nei siti del controverso programma nucleare, presi di mira dai bombardamenti contro l’Iran, sulla base di un accordo raggiunto un anno fa al Cairo, puntualizzano fonti della regione citate da Axios. Il giorno successivo, verrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz, poi riprenderebbero i colloqui sul dossier del nucleare incentrati sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito. 

In questo contesto, il vicepresidente J.D. Vance sarebbe stato personalmente coinvolto nelle ultime due settimane in colloqui indiretti con l’Iran finalizzati a raggiungere un nuovo cessate il fuoco e a riprendere i negoziati sul programma nucleare, secondo due fonti a conoscenza della vicenda, come riferisce Axios. 

Il forte coinvolgimento di Vance, sottolinea Axios, dimostra che starebbe assumendo un ruolo diretto nel tentativo di disimpegnare gli Stati Uniti da un conflitto che, a suo giudizio, è stato tra le cause delle pesanti perdite subite dal Partito Repubblicano nelle elezioni midterm. Inoltre, ciò porta l’ultimo ciclo di colloqui indiretti con Teheran al più alto livello dell’amministrazione. 

Tuttavia, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, due missili avrebbero colpito nella notte l’isola di Qeshm, nel Golfo del Persico. Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali sull’entità di eventuali danni. Ulteriori dettagli sull’incidente, spiega l’agenzia, saranno comunicati una volta confermati dalle autorità competenti.  

Poi, il presidente americano Donald Trump ha confermato nuovi attacchi militari americani contro l’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, sostenendo al tempo stesso che Washington ha compiuto “molti progressi” nei negoziati con Teheran. Parlando venerdì con i giornalisti a West Palm Beach, in Florida, Trump ha spiegato che le forze statunitensi hanno condotto raid di portata limitata contro i sistemi di difesa aerea iraniani. “Effettuiamo piccoli attacchi – ha dichiarato il presidente – Avevano costruito un piccolo dispositivo antiaereo e lo abbiamo distrutto in circa 15 minuti, forse cinque”. 

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