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ROSOLATO TI FA BELLO

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abbronzatura-senza-soleCos’è la Tanoressia e perché ci si ostina a sembrare di bronzo

 A cura di Virginia Maloni*

 Con l’arrivo dell’estate il nostro corpo si prepara ad accogliere il tanto atteso sole, ci piace andare in spiaggia o in montagna e abbronzarci, vedere la nostra pelle che cambia, guardarci allo specchio con un po’ di colore e, ci soddisfa, indossare abiti che danno risalto alla nostra tintarella. Fin qui tutto nella norma, in quanto, con l’arrivo della bella stagione, la pelle e i nostri ormoni hanno bisogno di rigenerarsi. In effetti, secondo recenti studi, l’esposizione al sole sarebbe strettamente collegata alla produzione della serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore. Oggi però, l’abbronzatura può divenire una vera e propria patologia, soprannominata “Tanoressia”. Pare essere questa l’ossessione dell’estate e riguarda principalmente le donne tra i diciassette ed i quarantacinque anni, secondo le quali una pelle abbronzata regala un aspetto più sano e seducente.

Cos’è la Tanoressia? La Tanoressia consiste nell’avere una necessità sproporzionata di sentirsi e vedersi abbronzati, per cui parliamo di una vera e propria compulsione ad esporsi in maniera eccessiva al sole, o alla luce artificiale delle lampade solari, anche senza le dovute protezioni, ignorando le conseguenze nocive dell’esporsi in maniera ossessiva. La persona vuole essere scura di carnagione a tutti i costi, e non accetta la propria immagine allo specchio se non ritrova la stessa abbronzatura. Il non essere bronzei induce poi la persona a sentirsi irrequieta, sfiduciata, a disagio con se stessa. La tanoressia, quindi, al pari di una dipendenza porta a non vedersi mai  abbronzati “quanto basta”, ad esporsi in maniera ossessiva alla luce solare senza l’uso di creme protettive, e ad sperimentare un disagio interiore nel caso in cui non ci si è esposti abbastanza al sole. La Tanoressia mostra “l’appetito per l’abbronzatura”, un modo di agire che presenta delle somiglianze con l’anoressia: così come l’anoressico non si vede mai abbastanza magro, il tanoressico non perviene mai al livello di abbronzatura ambito. Il problema è che chi si vuole abbronzare in maniera ossessiva e non sana, dimentica le buone norme da seguire per avere un’abbronzatura bella, duratura, ma soprattutto in salute.

Il tanoressico prova una sensazione di freschezza e benessere subito dopo l’esposizione al sole o subito dopo aver fatto una lampada e il confine patologico sta proprio in questa fase e cioè che tali soggetti non riescono più a farne a meno di questa sensazione e della loro immagine con la pelle scura. Quello della tanoressia è un circolo vizioso dal quale è difficile uscire: se il livello del buon umore e dell’autostima sono strettamente legati all’abbronzatura, appare chiaro che la persona affetta dalla dipendenza ha bisogno, per uscirne, di un costante supporto psicologico capace di indirizzare verso una maggiore cura della pelle e della percezione della propria immagine psicofisica.

                                                                                                                                                                                                                                        *Psicoterapeuta

Bibliografia di riferimento

American Psychiatric Association (2001). Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders (4a ed.-revised). Washington, DC: APA.

American Psychiatric Association. DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali, 4th edizione, text revision, a cura di Andreoli V, Cassano GB, Rossi R, Masson, Milano 2001.

Fairburn, C.G. (2008). Cognitive Behaviour Therapy and Eating Disorders. New York: Guilford Press.

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