Sab. Gen 16th, 2021

QUANDO LE STRADE SONO INSIDIA E TRABOCCHETTO

alluvione 010Risarcimento dei danni, cosa dice la legge

 Bruno Massucci avvocato

Sono numerosi gli utenti della strada che a seguito di un sinistro stradale intendono chiedere un risarcimento alla pubblica amministrazione per il danno subito, ritenendo la stessa responsabile anche solo parzialmente, dell’incidente occorso. In ogni caso la domanda di risarcimento va sempre rivolta al Comune, stato o ente gestore della strada, che potranno poi a loro volta chiamare in causa le ditte da loro designate per la custodia. La giurisprudenza più recente è concorde nel ritenere che non si debba escludere a priori l’applicazione dell’art. 2051 cc nei confronti della pubblica amministrazione (Cass. civ., 15384/06, Cass. civ., 4962/07, Cass. civ., 5308/07, 20427/08), salvo il caso in cui sia oggettivamente impossibile l’effettiva custodia del bene demaniale (Cass. civ., 20827/06). Sicchè l’applicazione dell’art. 2051 cc sarà, ad esempio, possibile nel caso in cui la strada si trovi nel perimetro urbano del Comune o si tratti di strada aperta al pubblico transito. A carico della pubblica amministrazione graveranno quei rischi connessi all’inosservanza dei doveri di sorveglianza e manutenzione razionalmente esigibili in base a criteri di corretta e diligente gestione, con esclusione della responsabilità della PA nelle ipotesi di pericolo imprevedibile ed inevitabile ascrivibile a terzi o allo stesso danneggiato. Sulla scorta di quanto affermato dalla Suprema Corte, la pubblica amministrazione, in qualità di custode della rete stradale di propria competenza, è soggetta all’applicazione della c.d. “responsabilità aggravata” prevista all’articolo 2051 cc. Per avere buone chances di vincere una causa per risarcimento da danno da sinistro stradale, devono sicuramente sussistere due elementi fondamentali: l’imprevedibilità della presenza di una buca o di una sostanziale anomalia nell’asfalto e l’inevitabilità dell’impatto che ha causato il sinistro. Occorrerà, ad esempio, provare che è stata la cattiva condizione del manto stradale a provocare l’incidente o, ancora, documentare adeguatamente l’inevitabilità della buca, ad esempio dimostrando che la stessa poteva essere evitata solo effettuando brusche e pericolose manovre. Utili saranno foto sia alla strada, da varie angolazioni, che alle vetture danneggiate; chiamando le forze dell’ordine affinchè verbalizzino quanto accaduto. Il danneggiato dovrà quindi inoltrare la richiesta di risarcimento al sindaco (precisando data, ora  luogo del sinistro, modalità dell’accaduto, foto del luogo, dei danni oltre che la fattura attestante i danni subiti). Qualora la richiesta di risarcimento venga disattesa o non riscontrata, si potrà sempre ricorrere in giudizio provando l’entità del danno subito, documentandolo dettagliatamente. Sul tema in esame, infine, si segnala una recente pronuncia della Corte di Cassazione, la n. 3640 del 14 febbraio 2013, che ha ribadito un principio, oramai consolidato, secondo cui: “agli enti pubblici proprietari di strade aperte al pubblico transito in linea generale è applicabile l’art. 2051 c.c”.

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