Dom. Feb 23rd, 2020

Ponte di Campodino, a quando il via dei lavori?

A cura di Virginia Ciminà

Era il 1 marzo 2011 quando il ponte di Campodino “annaspava” nel fango provocando danni per milioni di euro. L’alluvione fu uno choc, il day after un trauma che per alcuni non è ancora passato, notevoli sono stati i disagi per i lavoratori e le partite iva di quella zona.

Cittadini amareggiati, uniti in un comitato, hanno espresso tutto il loro dissenso, mettendo a conoscenza che nella Frazione di Villa San Massimo di Sant’Omero esistono tre partite iva, altre dodici sono in contrada Campodino mentre due sono in Via A. Vespucci di Nereto. Senza parlare delle altre attività delle frazioni vicine ed anche paesi limitrofi che utilizzavano tale percorso.

Vi lascio ora alle dichiarazioni dell’assessore provinciale ai lavori pubblici Elicio Romandini, di Alberto Pompizi, sindaco di Sant’Omero e di Stefano Minora, sindaco di Nereto; un vero e proprio scaricabarile per quanto riguarda la competenza territoriale e la messa in sicurezza del ponte.

Elicio Romandini, assessore provinciale ai Lavori Pubblici

 “I soldi per la ricostruzione del ponte di Campodino arriveranno al 100%, di certo una scadenza non esiste – sostiene Elicio Romandini, assessore provinciale ai lavori pubblici-  c’è un’ordinanza del 10 marzo firmata dal Presidente del Consiglio dei Ministri che riconosceva alla Provincia di Teramo lo stato di calamità naturale. Ma ecco arrivare i primi rallentamenti. Infatti un maxiemendamento di fine 2010 prevedeva che i danni causati alle Regioni dalle calamità naturali dovevano essere in primo luogo risarciti con l’aumento delle tasse fino al massimo consentito. Un aumento respinto dal  governatore Gianni Chiodi e da tutto il consiglio regionale in quanto le tasse sono già ad un livello massimale per il sanamento dei debiti della sanità”.

Una calamità che, a detta dello stesso assessore, ha prodotto nella sola Provincia di Teramo danni per 135 milioni di euro dei quali 20 milioni dai privati e 115 milioni dagli enti pubblici fra Provincia e Comuni. “Abbiamo avuto tra maggio e giugno la comunicazione che avremmo ricevuto dalla Regione Abruzzo 20 milioni di euro derivanti  dai vecchi fondi Fas non utilizzati  e  5 milioni di euro dal Governo Monti – continua Romandini- un totale di 25 milioni di euro dei quali 13,5 sono da rimborsare agli enti pubblici per le spese urgenti affrontate nell’immediato dopo alluvione e 11,5 milioni da spendere per le opere ancora distrutte”.

Tra le opere distrutte dall’alluvione del 1 e 2 marzo 2011, elencate nel decreto  emesso dal Commissario Walter Catarra, spiccano il Salinello e il ponte di Campodino. Quest’ultimo di competenza della Provincia fino al 2007, poi trasferito con decreto ai Comuni di Sant’Omero e Nereto, rendendolo a tutti gli effetti strada comunale.

“I Comuni di Nereto e Sant’Omero hanno preso una cantonata – afferma l’assessore Romandini – pensavano che il ponte fosse di competenza della Provincia ma dimostrai con   i verbali il contrario.“

Il progetto della Provincia, quale soggetto attuatore degli interventi, per il risanamento del ponte, con il recupero del sottostante tubo Finsider, prevede una platea con quattro pali innestati in profondità, una soletta sopra e il Finsider ricostruito e riempito da una parte all’altra per una spesa totale di 120 mila euro.

Per quanto riguarda il problema della sicurezza, che vede attualmente l’accesso al ponte bloccato da una sola transenna removibile e da una rete protettiva facilmente aggirabile, l’assessore Elicio Romandini rimanda le competenze esclusivamente ai Comuni di Sant’ Omero e Nereto, dando comunque la massima disponibilità della Provincia per la ricostruzione del ponte.

“Il vero problema è di natura economica – conclude Romandini –  i Comuni che hanno già speso 13,5 milioni di euro e attendono il rimborso devono mettere a bilancio le spese effettuate e con la scadenza del 30 novembre per la chiusura del bilancio di assestamento del 2012 rischiano il dissesto finanziario. Come loro anche noi siamo sull’orlo del precipizio e il 31 dicembre andiamo tutti a casa”.

Alberto Pompizi, sindaco di Sant’Omero

“Il ponte di Campodino sta su un crocevia di confini comunali – sottolinea Pompizi – da recenti indagini abbiamo scoperto che è allocato sul territorio di Nereto. I Comuni di Sant’Omero e Nereto dopo aver verificato che il ponte non era a norma, hanno deliberato di comune accordo con la Provincia la restituzione delle competenze alla  stessa che ad oggi è l’ente appaltante per la ricostruzione del ponte e per la sistemazione della strada. “

Pompizi spiega inoltre che la ristrutturazione partirà fra due mesi. La Provincia ha avuto dei fondi e una parte di questi, saranno usati per la sistemazione dei ponti, primo fra questi il ponte di Campodino, a seguire il ponte che da Villa Ricci va per Civitella e quello che va per Nereto. Mentre gli altri ponti di competenza comunale, il Comune sta aspettando i fondi che sono arrivati per le emergenze.

 “Sono amareggiato per questa situazione – continua Alberto Pompizi – perché il tubo che era allocato sotto il ponte di Campodino, con le piogge recenti, è stato trasportato al successivo ponte di Nereto e deve essere urgentemente rimosso per ripristinare il corretto deflusso delle acque del torrente Vibrata. In caso di nuova alluvione, il tubo potrebbe diventare un boomerang per altri ponti come quello di Nereto fino ad Alba Adriatica.”

“Purtroppo questo è il momento più brutto della Repubblica Italiana – sostiene Alberto Pompizi, sindaco di Sant’Omero – gli Enti preposti (Genio Civile regionale e provinciale, la Regione e la Provincia) si sono talmente burocratizzati, riparandosi dietro circolari, leggi e consuetudini, lamentando la carenza di fondi senza intervenire concretamente. Il Governo  ad un anno e mezzo dall’alluvione è intervenuto in Veneto con abbondanza di fondi, mentre in Abruzzo il Ministro dell’Economia ci sta pagando a rate, mandando in modo offensivo i primi 3,7 milioni di euro sui 5 milioni che dovevano essere stanziati dopo dieci giorni dalla calamità”.

“Anche per una questione di sicurezza – continua Pompizi – la Provincia sarebbe dovuta intervenire e transennare l’opera in attesa dell’appalto. Di certo i cittadini non aiutano, rimuovendo i segnali e rendendo la situazione ancora più pericolosa”.

“Ma la situazione è ancora più grave – conclude il sindaco di Sant’Omero – in quanto dei 7 ponti solo quello per il Salinello è stato ristrutturato e per il resto stiamo aspettando che il Governo intervenga in modo incisivo, mettendo a disposizione altri fondi come ha fatto per il Veneto”.

Questa situazione di forte disagio è vista dai cittadini in modo fortemente negativo, ma gli stessi amministratori si sentono con le mani legate e a disagio con la popolazione locale.

Stefano Minora, sindaco di Nereto

“Le disponibilità a livello comunale sono scarse – ha sottolineato Minora – quando il ponte è passato di nostra competenza era già disastrato, cosi come anche l’argine.”

L’opera, come riferito anche dall’assessore provinciale Elicio Romandini è stata inserita nell’elenco delle priorità da ristrutturare il prima possibile.

Fin dall’inizio – continua il sindaco –  il ponte non era in condizioni ottimali, motivo per cui, in comune accordo, lo abbiamo restituito alla Provincia. Siamo in attesa che la provincia inizi i lavori.”

“Per la sicurezza – conclude Minora – abbiamo messo la transenna e la rete arancione a ridosso del ponte come indicato dai nostri tecnici.”

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