Dom. Feb 23rd, 2020

Massimiliano Capretta, l’ artigiano della cucina

A cura di Virginia Ciminà

Massimiliano Capretta, carattere deciso e  personalità originale con una particolare devozione alla cultura del cibo macrobiotico, vegetariano e biologico che lo lega sempre più alla terra delle sue origini. Un percorso professionale che non affonda le sue radici sui banchi di un istituto alberghiero, ma direttamente fra le mura domestiche con una grande passione, quella autentica che parte dal cuore.

Responsabile dell’elegante ristorante L’Arca di Alba Adriatica, Massimiliano ha iniziato a lavorare come cameriere, facendo diverse esperienze lavorative in Inghilterra e in Irlanda, più di dieci anni d’esperienza in cucina oltre ad essere sommelier Ais e barman Aibes. La stampa lo “ritrae” come chef atipico, per via del suo percorso inverso ma io lo definirei lo “chef scopritore” che, attraverso il suo artigianato dell’alta cucina e la salubrità delle materie prime, ha saputo fare della semplicità e della tradizione lo scopo primario della ricerca stessa.

massimiliano caprettaOsservarlo e ascoltarlo è una sorpresa continua, un uomo che fa della professione una filosofia di vita a partire dalla buona materia prima. Infatti il bello da vedere è legato alla tradizione, contrapposto al sano che risulta essere scontato e molte volte abusato. Ed è proprio attraverso la cucina,  i fornelli e le padelle che sprigiona la sana, buona e vera cucina all’italiana. Precursore del biologico e del sushi, che ormai cucina da oltre dieci anni,  Massimiliano si cimenta e sprigiona diversi piatti, dalla carne al pesce al biologico, in un tripudio di sapori e colori, tutti rigorosamente curati e preparati nei minimi dettagli e legati al territorio. Dal sushi con il baccalà, al Seitan di grano fatto in casa, le nuove bistecche vegetariane del futuro,  il sandwich di alici, la carbonara di mare con  uova e bottarga di muggine, lo spezzatino di capra alla neretese per finire con la cucina tipica giapponese debitamente rivisitata e corretta. Ma uno dei tanti cavalli di battaglia sono sicuramente le olive ripiene di mazzarelle, la “Tradizione nella tradizione”. Un’idea che nasce da un suo amico ascolano che gli suggerì di “inventare” una nuova concezione dell’oliva.

Tra i primi 20 ristoranti d’Abruzzo nelle guide enogastronomiche, ha anche un’enoteca nella quale oltre ai vini c’è la possibilità di mangiare con una sola parola d’ordine: mangiare buono e di qualità con menù a prezzi contenuti. Qui è stato inoltre proposto il nuovo progetto a “Km zero” con la “Carta dell’Alimentazione”, con  tutte le materie prime utilizzate provenienti da produttori della campagna vicina.

Tutto ciò che  vedrete in tavola nasce  dall’ estro e dalla creatività delle sue mani come il pane fatto in casa, i pasticcini, le patatine fritte, rigorosamente tagliate e preparate da lui.

Il suo sogno nel cassetto? Bè non c’è da stupirsi se la risposta che mi ha dato, è stata quella di  aprire una scuola di cucina in Val Vibrata per valorizzare finalmente questo splendido e ricco  territorio.

Questo incontro tutto speciale è stato un’ occasione preziosa e imperdibile per sedersi a tavola con Massimiliano, assaggiare con la mente le sue creazioni e lasciarsi rapire dal racconto di tutto ciò che è alla base e fonte d’ispirazione dei suoi piatti. Un’opportunità più unica che rara per tutte le buone forchette che amano la vera cucina tradizionale con una vena di creatività e fantasia. E che dirvi, un languorino in bocca mi è venuto anche a me.

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