Mar. Ott 27th, 2020

L’ABRUZZO DEL VINO FA CARTELLO A LONDRA

Si fa strada anche la produzione vibratiana che presenta i suoi “talenti”

 a cura di Anna Di Donato

image (3)Ad ospitare il primo evento britannico sulla fiorente regione abruzzese  è stata la Gibson Hall, fatiscente salone vittoriano situato nel cuore della City.

L’incontro, organizzato dal Gambero Rosso e dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, ha registrato la presenza di ben 50 cantine abruzzesi provenienti in maggioranza dalle province di Teramo, Pescara e Chieti e questa volta anche la Val Vibrata ha lasciato l’impronta.

Nonostante il settore vinicolo sia uno dei più saturi al momento, le stime degli esperti dicono che la nostra regione è una delle poche in Italia ad avere una così larga gamma di vini di qualità che si estendono dalle linee economiche diffuse negli shops, markets e ristoranti di medio prestigio alle linee più costose pensate per locali e wine bars di più alto lignaggio.

Le informazioni ricevute dall’onnipresente Marammiero, da CentoRame Colline Teramane e dal pioniere Zaccagnini hanno messo ancora una volta in evidenza l’importanza della “caccia ai buyers”. Senza un compratore ed un distributore interessato ad investire anche il più motivato dei nostri venditori è impossibilitato a stabilire rapporti commerciale con l’ UK.

Per questa ragione è fondamentale la partecipazione costante a manifestazioni di questo genere basate sulla sponsorizzazione e la ricerca.

A differenza dei precedenti eventi – la militanza dei buyers aveva scoraggiato anche i più audaci – in questa occasione si è registrato infatti un notevole afflusso probabilmente proprio per la particolarità della presentazione: una regione unita nella promozione di uno stesso prodotto sebbene con peculiarità proprie.

La Cantina Sociale Colonnella si è fatta notare in questa occasione. Il rappresentante dell’azienda vibratiana per il Regno Unito,  Stefano De Berardinis, era alla sua prima apparizione in territorio londinese con i classici Pecorino, Montepulciano classico e Riserva e la linea economica Le Corone destinata ai mercati più in difficoltà. C’è da sottolineare, infatti, che gli  importatori presenti provenivano non solo dall’ Inghilterra ma da tutto il mondo, con opportunità di scambi anche con Paesi extraeuropei. Il responsabile alle vendite, Claudio Capoferri, ha parlato di un export in aumento sui mercati internazionali seppur di poco superiore al 10 % e senza ancora buyers in Uk.

La seconda new entry vibratiana era la cantina  De Angelis Corvi di Controguerra, carente di un rappresentante ma presente con la vasta gamma di Montepulciano, Trebbiano e Cerasuolo ed una griglia di contatti fruibili da eventuali importatori interessati.

Nel caso De Angelis Corvi, stando alle informazioni fornite dallo stesso titolare Corrado De Angelis, la media annua dell’export è del 30-40% con i maggiori risultati in America e con percentuali inferiori nelle piazze tedesche, belghe, francesi ed inglesi.

Stringendo, la media export per ciascuna cantina varia dal 40 all’82 % di prodotti destinati a mercati esteri: un dato significativo se valutato in un’ottica di incremento e creazione di nuovi posti di lavoro in particolare per la nostra regione.

Dimenticando Londra come immensa piattaforma sociale in grado di creare una forte rete di business, interessante è il vaglio di altri grandi mercati che siano capitali o città turistiche di media grandezza.

Il fulcro dell’analisi risiede, dunque, nelle nuove opportunità che tale tipo di marketing offre al nostro Paese e agli investimenti che potrebbero essere riversati su settori di questo genere.

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