Lun. Ott 14th, 2019

Giulianova, infermiere scambia provette di sangue di automobilisti positivi al test anti droga

L’infermiere riceveva un compenso in danaro dalla persona che era stata sottoposta ai controlli di polizia e che, avendo assunto in precedenza sostanze stupefacenti, ben sapeva di essere positivo a tali accertamenti.

A seguito di accurate attività investigative sviluppate  dalla Polizia Strada di Giulianova e coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo, è stata richiesta ed eseguita una misura cautelare personale dei confronti di due cittadini italiani per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.

GIULIANOVA In particolare, l’indagine iniziata nel maggio 2016 a seguito di controlli della Polizia Stradale di Giulianova scaturiva dal controllo di un automobilista, i quale, dopo essere stato sottoposto ad un controllo salivare dal quale risultava positivo all’assunzione della cocaina, veniva condotto presso l’ospedale civile di Giulianova per i conseguenti prelievi ematici.

Dalle successive attività investigative emergevano forti sospetti in ordine ad un possibile scambio di provette tra l’automobilista fermato ed altro soggetto che dagli accertamenti effettuati risultava non aver fatto uso di sostanze stupefacenti.

Si disponeva, quindi, il sequestro delle provette aventi contenuto ematico e, contestualmente, si procedeva ad effettuare un tampone salivare sulla persona con la quale era stato scambiato il sangue.

Dalle successive attività tecniche di comparazione del DNA dei tamponi salivari emergeva l’effettivo scambio tra le provette di sangue dei due soggetti in precedenza indicati.

L’indagine, svolta anche con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche, permetteva di individuare un infermiere dell’ospedale civile di Giulianova (il quale aveva effettuato il prelievo ematico dal giovane da cui era stato acquisito – inconsapevolmente – il sangue “pulito”), che aveva volontariamente scambiato le relative provette contenenti i campioni ematici, ricevendo per tale grave attività illecita un compenso in danaro dalla persona che era stata sottoposta ai controlli di polizia e che, avendo assunto in precedenza sostanze stupefacenti, ben sapeva di essere positivo a tali accertamenti.

La vicenda in esame assume particolare rilevanza perché fa emergere un aspetto finora poco segnalato all’Autorità Giudiziaria, ovvero lo scambio truffaldino di provette di sangue proveniente dai controlli di polizia in materia di circolazione stradale, le quali vengono volontariamente manomesse al fine di far emergere controlli negativi nei confronti di soggetti che, sorpresi alla guida di autoveicoli, avevano fatto precedentemente uso di sostanze stupefacenti.

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