Ven. Mag 29th, 2020

Di Gennaro Costruzioni, l’immobiliare con un occhio di riguardo all’ambiente

Flavio Di Gennaro

A cura di Virginia Ciminà

Quella che pubblichiamo su questo numero è la prima di una lunga serie di interviste dedicate agli imprenditori vibratiani. Oggi abbiamo con noi Flavio, della Di Gennaro Costruzioni .

Come nasce l’azienda?

Di Gennaro Costruzioni nasce nel lontano 1950 dalla volontà di mio padre Vittorio, patron dell’azienda che ha tramandato a me e a mio fratello Serafino una profonda concezione etica del lavoro, che si traduce in ricerca della massima vivibilità, attenzione per l’ambiente, sostenibilità e salvaguardia della sicurezza.

Inizialmente nata come azienda a carattere artigianale, a partire dagli anni 80 è stata ampliata oltre i confini nazionali.

Quante sedi avete?

La sede principale è qui a Tortoreto  ma abbiamo diverse sedi all’estero, dal centro America fino ai Paesi dell’Est come la Romania, dove facciamo sia immobiliare che opere pubbliche.

Cosa vi contraddistingue dagli altri?

Abbiamo curato la qualità del prodotto, l’immagine e l’innovazione del tecnologico. Abbiamo anche uno studio interno di ingegneri. La ricerca, la qualità e il design fanno la cultura. I nostri fabbricati oltre ad essere belli esteticamente, mirano alla qualità, che anche rimanendo un aspetto nascosto, ha una fondamentale importanza. Usiamo tecniche all’avanguardia con i più sofisticati accorgimenti per l’isolamento termoacustico, per i pannelli solari termici che garantiranno l’acqua calda sanitaria gratuitamente e per la pavimentazione autobloccante. Siamo l’unica azienda nella zona che pone questa meticolosa attenzione in tutte le sfaccettature della costruzione.

Come vi ponete dal punto di vista architettonico? Quali stili prediligete?

La storia d’Italia come architettura è finita negli anni ‘50, la ricostruzione post bellica ha portato solo speculazione ed è venuto meno il rispetto dell’ambiente. Si vedono spiragli di ritorno al passato, ma è un cambiamento molto lento e proporre un prodotto di qualità è molto costoso.

Negli ultimi tempi stiamo prediligendo lo  stile liberty, come il Pioppeto a Giulianova, un complesso ad elevato contenuto tecnologico totalmente in armonia con l’ambiente e pienamente in linea con i criteri di sostenibilità e di efficienza energetica. Invece a Tortoreto negli ultimi tempi ci siamo spostati sullo stile contemporaneo con tinte come il moresco, il mediterraneo classico.

Come state affrontando la crisi?

La crisi ci sta aiutando anche a dare una svolta politica, si avverte già un’aria di rinnovamento che coinvolgerà tutti gli aspetti della vita quotidiana e dell’economia. Ad oggi un’azienda che investe nell’ambiente si diversifica ma non trae particolari benefici economici. Il popolo italiano si è molto impoverito culturalmente e questo ha portato ad un degrado diffuso.

Ormai il nostro acquirente tipo è diventato l’italiano medio alto o lo straniero, e il nostro mercato si sta  lentamente spostando a malincuore verso l’estero ed in Italia rimarrà solo la sede di Tortoreto.

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